niente può apparire se non appare il suo apparire


Se oggi dicessimo all’uomo della strada o a uno scienziato in laboratorio, che egli vive, pensa e opera sulla base del pensiero Greco, riceveremo in cambio un gesto di stizza. La filosofia è diventata qualcosa di astratto, di lontano dagli interessi cosiddetti reali e concreti della gente, e anzi se ne sente quasi fastidio a sentirla nominare. Eppure alla base di tutto ciò che l’uomo oggi può pensare e fare, e quindi anche alla base dell’atteggiamento delle scienze, c’è l’apparire del mondo, il suo essere un che di noto. La scienza poggia sul fondamento del modo in cui il pensiero greco interpreta il mondo ovvero come luogo del divenire delle cose da qualcosa a qualcosa: il mondo è il luogo del divenire, del tempo, della temporaneità delle cose. Per fare qualsiasi cosa di scientificamente rilevante si deve prendere necessariamente le mosse dall’apparire del divenire così definito. 
La direzione del mio operare è quella di tener ferma l’originarietà dell’apparire, inteso come coscienza del divenire, ma uscendo dalla lettura greca del senso della variazione del contenuto che appare secondo l’indicazione del filosofo E. Severino (Brescia, 1929-2020).


formule astratte (nihil volitur quin precognitum):

0 - incrocia gli occhi;
1 - per vivere bisogna volere, per volere bisogna aver fede, per aver fede bisogna avere quella “malafede” che separa il contenuto del credere dalla sua dubitabilità;
2 - la fede è la forza con cui la volontà vuole attribuire i caratteri di indubitabilità a ciò che di per sé stesso si mostra come dubitabile;
3 - ciò in cui si crede (fides quae creditur) è diverso dal credere, cioè dall’atto con cui si crede (fides qua creditur). S. Agostino;
4 - è la volontà che spinge l’intelletto a dare il suo assenso al contenuto della fede: fede è rationabile obseqium (S. Tommaso);
5 - non esiste desiderio (volontà) senza paura - il desiderio non è onnipotente - e non c’è paura senza desiderio - la paura è interessata; 
6 - la volontà come ogni desiderio, vuole perpetuare sé stessa, è cioè desiderio di possedersi per sempre pur essendo nella sua essenza autonegazione: essa parte da una mancanza ma desidera ottenere la dissoluzione di tale mancanza;
7 - il significato determina il senso dell’agire dell’uomo;
8 - più ampio è il significato, più ampio è il campo dell’agire dell’uomo;
9 - lo scopo determina la configurazione del mezzo con cui raggiungere lo scopo;
10 - una forza come mezzo, è essenzialmente diversa dalla medesima forza come scopo;